domenica, 30 ottobre 2005
10:51

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L'inchiesta - Lo stato parallelo

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di Rita Pennarola

Davvero un bel terzetto. Ma che ci fanno insieme, nello stesso albo d’oro delle autorità planetarie, il numero due della DSSA Riccardo Sindoca (iscritto numero 277), il fondatore del sedicente Parlamento Mondiale Sua Beatitudine Viktor Busà (numero 255), e il sindaco forzitaliota di Torre del Greco Valerio Ciavolino (numero 203)? Per la prima volta la Voce è in grado di portare alla luce il collegamento occulto fra la polizia parallela fondata dal duo Gaetano Saya – Riccardo Sindoca (su cui indaga la Procura di Genova), e la pletorica, inquietante organizzazione sovranazionale fondata a Palermo nella casa dell’impiegato Busà. Un collegamento tante volte ipotizzato fin da quando, nel luglio scorso, a margine dell’inchiesta sull’arruolamento dello scomparso Fabrizio Quattrocchi in Iraq, i magistrati liguri si sono imbattuti nel cosiddetto Dipartimento di Studi Strategici sul Terrorismo fondato dai militanti di estrema destra Saya e Sindoca e, secondo quanto dichiarato da quest’ultimo al gip Elena Daloiso, «coperto da segreto di Stato e da segreto militare Nato».

I tre personaggi (Sindoca, Busà e Ciavolino), insieme a decine e decine di presunti onorevoli delle più diverse nazionalità, risultano infatti titolari di passaporto diplomatico rilasciato da un’organizzazione macedone, la First Embassy of the Children in the World Megjashi. Ciavolino viene definito in questo elenco «Vice Consul General in Napoli – Italy». La validità del suo passaporto diplomatico è fissata fino al 31 dicembre 2006. Ma cosa sa il noto esponente politico campano sui reali contorni di qusta onorificenza?